Insights 10 Luglio 2025

Risorse per Leader DE&I e HR. Il cuore della Tribe Inclusion

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Ogni percorso di inclusione è un’opera in continua evoluzione. E come ogni grande creazione, ha bisogno di visioni, stimoli e riflessioni che possano nutrirlo e guidarlo.

Oggi, ogni persona della Tribe Inclusion di MIDA condivide le risorse che hanno alimentato la passione per un mondo aziendale più inclusivo e consapevole.

Letture illuminanti, film che raccontano storie di trasformazione, fino a podcast che esplorano nuove frontiere del pensiero inclusivo.

Scopri cosa ci spinge a immaginare e a costruire il futuro dell’inclusione nelle aziende.

Isabella Grandi

Consiglio il podcast “Sangue Loro” di Pablo Trincia

In breve: “Sangue loro” è la storia di un uomo, Hassan, e una donna, Daria, i cui destini si incrociano durante la stagione degli attentati compiuti in Italia negli anni ’80 dalle organizzazioni terroristiche per la liberazione della Palestina.

Perché lo consiglio? Ti permette di comprendere davvero cosa significhi provare empatia, sfidandoci a calarci realmente nei panni di un’altra persona.

Elisa Rando

Consiglio il libro “Il femminismo non è un brand” di Jennifer Guerra

In breve: un libro che smonta l’idea di un femminismo ridotto a un semplice slogan o prodotto di marketing.

Perché lo consiglio? Il libro offre uno sguardo lucido e critico su come il femminismo venga spesso svuotato del suo potenziale politico per diventare uno strumento di marketing, e di come questa strumentalizzazione sia molto utile al sistema capitalistico, retto e sviluppato sul sistema patriarcale. Un libro necessario per chi vuole distinguere tra impegno reale e femminismo di facciata.

Daniele Dal Pozzo

Consiglio il podcast “Il Cuore Scoperto” di Associazione Vanvera (in originale francese: “Le Coeur sur la table” di Victoire Tuaillon)

In breve: Una conversazione collettiva per ri-fare l’amore. Quali pratiche possiamo mettere in campo per creare, nutrire, vivere, nonostante tutto, relazioni profonde ed egualitarie? L’amore è un tema fondamentale. Non è futile, infantile, banale, sdolcinato, è un argomento politico, una forza plasmata da norme e immaginari profondamente ancorati al nostro retaggio culturale. Se mettessimo tutto in discussione?

Perché lo consiglio? Un invito dolce ma deciso a liberarsi dalle narrazioni che definiscono una sola via di entrare in relazione (romanticamente, ma non solo) con altre persone. Perché lo consiglio a un target organizzativo? Perché le aziende sono fatte da esseri umani! E poi perché è impossibile non sentirsi più leggeri man mano che si ascoltano gli episodi.

Elena Guidetti

Consiglio il libro “La lingua che cambia” di Manuela Manera

In breve: esplora come il linguaggio possa evolvere per diventare uno strumento di inclusione, sensibilizzando su come ogni parola abbia il potere di plasmare la realtà. Manera offre uno spunto interessante per riflettere sulle potenzialità del linguaggio inclusivo, senza forzature, ma con la consapevolezza che alcune parole sono già pronte per essere riscoperte e usate in modo più inclusivo.

Perché lo consiglio? Invita a riscoprire il linguaggio come spazio di possibilità, dove ogni parola può trasformarsi in uno strumento di inclusione.
Mi ha colpito perché non propone forzature, ma possibilità.
Alcune sono già lì, pronte per essere riscoperte.
La parola inclusiva esiste: basta iniziare ad allenarla.

Eleonora Mauri

Consiglio la serie tv “The Fosters” di Susan Cain

In breve: racconta la storia di una famiglia allargata formata da una coppia di donne, Stef e Lena, che accolgono bambini adottivi e in affidamento. La serie esplora le dinamiche familiari, l’identità, la diversità e le sfide legate all’inclusione, affrontando temi come l’orientamento sessuale, l’etnia, e il concetto di famiglia in modo realistico ma commovente.

Perché lo consiglio? È una serie molto bella che affronta il tema della diversità, degli stereotipi, dell’inclusione in modo tenero, reale, sincero. Ho apprezzato come presentino una serie di situazioni come perfettamente normali e non “eccezionali” o fuori dagli standard. Sfidano tanti bias e preconcetti in modo delicato ma assolutamente efficace.

Alessandro Giandolfo

Consiglio il libro “Il posto del lavoro. La rivoluzione dei valori della GenZ” di Daniele Marini e Irene Lovato Menin

In breve: esplora come la Generazione Z stia ridefinendo il concetto di lavoro, ponendo un’enfasi particolare su valori come l’inclusività, l’etica e l’autenticità. Gli autori analizzano come le nuove generazioni valutino le aziende non solo per ciò che fanno, ma per come lo fanno, mettendo in discussione la coerenza tra la comunicazione aziendale e le azioni concrete in tema di diversità e inclusione.

Perché lo consiglio? Perché analizza come le nuove generazioni di lavoratori valutano l’impegno delle aziende in tema di D&I e come percepiscono la coerenza tra comunicazione e azioni concrete. Un libro che aiuta a comprendere meglio cosa motiva le giovani e i giovani talenti e cosa si aspettano dalle aziende.

Nathalie Ospina

Consiglio il film “Elemental”

In breve: un film d’animazione che racconta la storia di Ember e Wade, due personaggi che appartengono a elementi naturali opposti (fuoco e acqua) e si trovano a dover superare le loro differenze per convivere armoniosamente. Attraverso una narrazione coinvolgente e visivamente affascinante, il film esplora temi di inclusione, accettazione e la bellezza della diversità, mettendo in luce la forza che nasce dalla comprensione reciproca.

Perché lo consiglio? Mostra una città dove convivono abitanti rappresentanti dei diversi elementi naturali, ma la società è strutturata per soddisfare le esigenze della maggioranza (l’elemento acqua). Il film racconta le sfide che affrontano i migranti in minoranza e la loro seconda generazione. Insegna l’importanza dell’empatia, e la possibilità di creare nuovi legami cross-culturali.

Rudra Chakraborty

Consiglio il libro in inglese “The Diversity Delusion: How Race and Gender Pandering Corrupt the University and Undermine Our Culture” di Heather Mac Donald

In breve: libro provocatorio che esplora alcune politiche DE&I americane abbiano creato in università una cultura che premia la divisione anziché l’unificazione. Analizzando l’educazione superiore e la sua evoluzione, l’autrice mette in luce come l’inclusività forzata possa compromettere la qualità dell’istruzione e minare il senso di meritocrazia.

Perché lo consiglio? Lettura essenziale perché presenta la critica più completa e basata sui dati delle attuali pratiche di diversità, con ampia documentazione delle conseguenze indesiderate, dei fallimenti nell’implementazione e delle lacune tra gli obiettivi dichiarati e i risultati. Fornisce contro-argomentazioni e prove cruciali che ogni professionista serio deve comprendere per sviluppare approcci più efficaci e basati sull’evidenza. Attenzione: libro americano che critica il modo di fare DE&I americano.

Daniele De Felice

Consiglio il libro “Le ragioni del dubbio” di Vera Gheno

In breve: esplora come il linguaggio e la comunicazione possano essere strumenti di cambiamento, soprattutto nel contesto delle dinamiche sociali e culturali odierne. Un invito a riflettere sul potere del dubbio come motore di evoluzione, spronando a mettere in discussione le certezze per aprirsi a nuove prospettive.

Perché lo consiglio? È un invito a rallentare, riflettere e coltivare un uso più consapevole delle parole, in un’epoca assai convulsa in cui l’urgenza di dire spesso prevale sul bisogno di comprendere. Anche l’incertezza o il silenzio possono diventare spazi di responsabilità dove conoscere meglio noi stessi e le persone intorno a noi.

Giampaolo Abate

Consiglio il libro “All About Love” (Tutto sull’amore) di bell hooks

In breve: un saggio potente in cui bell hooks ridefinisce l’amore come scelta etica e politica, non come semplice sentimento. Smonta i miti tossici sul romanticismo e ci accompagna verso un’idea di amore come pratica consapevole e collettiva.

Perché lo consiglio? Ci invita a ripensare l’amore non come sentimento privato ma come scelta radicale e collettiva, capace di trasformare il modo in cui viviamo, lavoriamo e ci relazioniamo.

hooks scrive: “Non può esserci amore senza giustizia.” Analizza come razzismo, patriarcato e disuguaglianze economiche ostacolino la nostra capacità di amare. L’amore è un atto intenzionale che richiede cura, rispetto, onestà e responsabilità, valori che risuonano profondamente con i principi DE&I.

Giampaolo Abate

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