Insights 18 Dicembre 2025

Ritorno al Futuro. Le previsioni sui Trend DE&I

Isabella Grandi

Consulente

Nel dicembre 2024, avevamo fatto un esperimento: mettere a confronto l’osservatorio di MIDA e quello dell’Intelligenza Artificiale. Confrontando la vista di entrambe le parti su ciò che era successo nel 2024 abbiamo fatto delle previsioni sui principali trend Diversity, Equity & Inclusion che, secondo noi, si sarebbero verificate nell’anno successivo.

Da un lato, le osservazioni sul campo della Tribe Inclusion di MIDA, maturate nel confronto quotidiano con organizzazioni italiane; dall’altro, le analisi elaborate dall’intelligenza artificiale, basate su dataset internazionali e scenari emergenti.

A distanza di dodici mesi, è tempo di bilanci.

In che misura le anticipazioni si sono rivelate corrette?

Quali trend si sono effettivamente affermati nel 2025?

E soprattutto: quali indicazioni possiamo trarne per il futuro?

Le previsioni 2025: quali si sono realizzate?

1. Misurazione e trasparenza dei risultati DE&I

Le previsioni indicavano che le aziende avrebbero abbandonato approcci dichiarativi per adottare sistemi più strutturati di misurazione dell’impatto. Il 2025 ha confermato questa tendenza in modo netto, soprattutto nelle realtà già abituate ad utilizzare analytics e intelligenza artificiale.

Anche la spinta che sta dando, e darà, la nuova Normativa Europea sulla trasparenza dei dati salariali rema in questa direzione, sottolineando come la trasparenza dei dati è oggi un fattore di accountability interna e reputazionale.

2. Inclusione intersezionale come chiave strategica

Avevamo anticipato che il 2025 avrebbe segnato una maturazione nell’approccio all’inclusione, con maggiore attenzione alle identità multiple e agli impatti intersezionali. In effetti, abbiamo sentito questa parola sempre più spesso e intercettato il bisogno delle organizzazioni di andare oltre la tipica distinzione in categorie, superando una lettura semplificata delle diversità.

3. Benessere psicosociale e inclusione

La connessione tra benessere, salute mentale e inclusione è stata oggetto di forte attenzione nelle previsioni per il 2025. E in effetti, nel corso dell’anno, molte organizzazioni hanno avviato programmi strutturati per garantire ambienti psicologicamente sicuri, accesso a risorse di supporto e flessibilità autentica nei modelli di lavoro.

Sguardo al 2026: le nuove previsioni

Per continuare il nostro esperimento, abbiamo voluto mettere alla prova l’AI, chiedendo solo all’Intelligenza Artificiale di farci delle previsioni sui trend per il 2026. Le previsioni, costruite su dati aggiornati e modelli predittivi, delineano un anno ad alta intensità trasformativa.

NB: abbiamo utilizzato Perplexity.ai, chiedendo una previsione per i trend DE&I in Italia nel 2026.

Riportiamo qui la rielaborazione dell’analisi fatta.

Il 2026 rappresenterà un punto di inflessione definitivo nel percorso della Diversity e Inclusion in Italia. Non sarà più un anno di “sperimentazione” o di comunicazione volontaria, bensì di conformità normativa obbligatoria e di trasformazione culturale organizzativa quantificabile.

Le aziende italiane che sapranno tradurre le obbligazioni normative (pay transparency directive, women on boards, CSRD reporting) in opportunità strategiche di attrazione talenti, innovazione, e reputazione emergeranno come leader competitivi. Quelle che vedranno queste normative come meri adempimenti amministrativi rischieranno di restare indietro in un mercato del lavoro sempre più polarizzato tra organizzazioni inclusive e organizzazioni esclusive.

I driver principali di trasformazione saranno:

  • L’imperativo normativo europeo non più dilazionabile
  • Le aspettative esplicite della Gen Z e Millennials che vedono inclusione come criterio di scelta organizzativa
  • L’evidenza empirica che la diversity, equità e inclusione impattano positivamente su innovazione e performance
  • La crescente sofisticazione nei sistemi di misurazione e reporting che ridurrà il gap tra promesse e pratica
  • L’emergenza della gestione etica dell’intelligenza artificiale come elemento critico della credibilità DE&I

Nel contesto italiano specifico, il 2026 sarà caratterizzato da:

  • Una seria implementazione della trasparenza retributiva
  • Il raggiungimento della soglia del 40% di donne nei board delle aziende quotate; una maggiore attenzione alle dimensioni di diversità oltre al genere (neurodiversità, disabilità, appartenenza culturale e migratoria)
  • Un consolidamento del modello ibrido-flessibile di lavoro come standard, con conseguenti implicazioni sulla gestione del benessere mentale e sulla performance management

Le organizzazioni che agiranno con strategicità su questi fronti non solo rispetteranno gli obblighi normativi, ma costruiranno un vantaggio competitivo duraturo in un’economia sempre più fondata su talento, innovazione e fiducia.

Oltre le previsioni…

Il bilancio del 2025 ci mostra come alcune trasformazioni annunciate abbiano effettivamente preso forma, segnando una crescente maturità delle organizzazioni nel trattare la diversità non più come un insieme di iniziative isolate, ma come leva integrata di valore e sostenibilità.

Allo stesso tempo, lo sguardo al 2026 ci invita a superare la logica della previsione per abbracciare quella della responsabilità. L’intelligenza artificiale ci offre scenari sempre più accurati, ma resta alle persone, e alle organizzazioni, il compito di interpretarli e trasformarli in scelte.

In un contesto normativo più stringente e sociale più esigente, il vero vantaggio competitivo sarà la capacità di coniugare compliance, cultura e coraggio trasformativo.

Iscriviti a InclusioNews >>>